Immagina di pedalare lungo il Mediterraneo senza mai incontrare un semaforo, un incrocio pericoloso o una salita che metta a dura prova le gambe: il mare a pochi metri, l’aria che profuma di salsedine e macchia mediterranea, e davanti a te una striscia di asfalto liscia che si insinua dentro gallerie scavate nella roccia viva, emergendo ogni volta in scorci di luce abbagliante. È questa l’esperienza che offre la ciclovia Riviera dei Fiori, uno dei percorsi ciclistici più suggestivi d’Italia, capace di riconciliare la memoria industriale di una ferrovia ottocentesca con il paesaggio naturale e umano della Liguria di Ponente.
Una ferrovia fantasma diventata strada di libertà
La storia di questo tracciato comincia nel 1872, quando la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia aprì i suoi binari lungo la costa ligure, portando con sé modernità, commercio e il primo turismo balneare. Per oltre un secolo, quella ferrovia ha cucito insieme borghi, scogliere e spiagge, trasportando generazioni di liguri e viaggiatori stranieri. Poi, con il progressivo ammodernamento della rete e il tracciamento di nuovi binari nell’entroterra, il vecchio percorso costiero è stato abbandonato, lasciando dietro di sé gallerie silenziose, ponti sospesi sul mare e una piattaforma che sembrava aspettare di essere reinventata.
Quella reinvenzione è oggi la ciclovia Riviera dei Fiori, nota anche come Ciclovia Tirrenica “Riviera dei Fiori” nelle denominazioni ufficiali del turismo ligure. Il percorso si estende per circa 45 chilometri tra Ospedaletti e Andora, con un’articolazione che tocca Imperia e si apre verso il Golfo Dianese. Il dislivello è praticamente nullo — una delle caratteristiche più amate da chi sceglie questa ciclovia — perché il vecchio tracciato ferroviario, per sua natura, doveva garantire pendenze minime. Il risultato è un itinerario accessibile a tutti: famiglie con bambini, ciclisti occasionali, appassionati di slow travel e chiunque voglia semplicemente godersi il paesaggio senza la pressione della performance sportiva.
Le gallerie: quando la luce diventa spettacolo
Uno degli elementi più affascinanti e inaspettati della ciclovia Riviera dei Fiori sono le gallerie ferroviarie recuperate. Pedalare all’interno di questi tunnel scavati nella roccia è un’esperienza quasi mistica: si entra nell’ombra fresca, si sente il cambiamento di temperatura sulla pelle, e poi — quasi come una rivelazione — si esce di nuovo nel sole, con il Mediterraneo che si apre davanti agli occhi in tutta la sua ampiezza. Alcune gallerie si succedono ravvicinate, creando un gioco alternato di buio e luce che trasforma il semplice atto di pedalare in qualcosa di memorabile.
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Questi tunnel non sono soltanto suggestivi: rappresentano anche una testimonianza concreta della storia ingegneristica dell’Ottocento, quando costruire una ferrovia costiera significava sfidare la roccia, il mare e la morfologia tortuosa della Riviera. Oggi, illuminati e messi in sicurezza, restituiscono al viaggiatore quella stessa emozione di attraversamento che i passeggeri del treno devono aver provato quasi centocinquant’anni fa.
Il paesaggio: tra borghi, scogliere e profumo di fiori
La Riviera dei Fiori non porta questo nome per caso. Il tratto ligure compreso tra Imperia e il confine con la Francia è da secoli vocato alla floricoltura, e lungo la ciclovia questo si percepisce in modo diretto: serre, giardini terrazzati, macchie di mimosa e garofano costeggiano il percorso, mescolando il verde dell’entroterra con il blu intenso del mare. Il tracciato corre a filo del Mediterraneo per buona parte del suo sviluppo, regalando panorami che cambiano continuamente con la luce del giorno.
Le cittadine che punteggiano l’itinerario — Ospedaletti, con la sua atmosfera elegante e i giardini curati; Diano Marina, affacciata sul golfo omonimo; Imperia, doppia città divisa tra porto e collina; Andora, con il suo castello medievale che veglia dall’alto — non sono semplici tappe logistiche. Sono inviti a fermarsi, a lasciare la bici appoggiata a un muretto e a esplorare vicoli, mercati, trattorie dove il pesce è quello del giorno. Ogni borgo ha una propria personalità, una propria cadenza, e la ciclovia le collega con la discrezione di un filo invisibile.
Per chi è pensata questa ciclovia
La ciclovia Riviera dei Fiori ha ricevuto riconoscimenti per i servizi offerti e per l’approccio sostenibile al turismo, e questo si traduce in un’infrastruttura concreta: il tracciato è ben segnalato, il fondo è generalmente in buone condizioni, e lungo il percorso non mancano punti di sosta, noleggio biciclette e strutture ricettive attrezzate per i cicloturisti. È una meta ideale per chi vuole abbinare il movimento fisico alla scoperta culturale senza rinunciare al comfort.
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Se ami il turismo lento, questo è il tuo itinerario. Puoi percorrere l’intero tracciato in una giornata — complice la piattezza del terreno — oppure distribuire l’esperienza su due giorni, pernottando in uno dei borghi intermedi e concedendoti il lusso di esplorare con calma. Vale la pena fermarsi a fare il bagno in una delle calette accessibili dal percorso, oppure sedersi a un tavolino sul lungomare con un bicchiere di vermentino locale mentre il sole scende sul mare.
Quando andare e qualche consiglio pratico
La stagione migliore per percorrere la ciclovia si estende dalla primavera all’autunno, con la primavera che offre forse il momento più magico: i fiori sono in piena fioritura, le temperature sono miti, e il percorso è meno affollato rispetto ai mesi estivi. L’estate garantisce il mare alla massima temperatura per un bagno rigenerante, ma è anche il periodo di maggiore frequentazione, soprattutto nei tratti più prossimi ai centri balneari. L’autunno, con la sua luce dorata e l’aria più fresca, regala una qualità contemplativa al paesaggio che pochi altri momenti dell’anno sanno offrire.
Se non hai una bici al seguito, il noleggio è disponibile in più punti lungo il tracciato, incluse le opzioni di biciclette a pedalata assistita — ideali per chi vuole coprire i 45 chilometri senza affaticarsi troppo, o per chi viaggia con bambini piccoli. Per approfondire il percorso e pianificare le tappe, il portale turistico di Diano Marina offre informazioni aggiornate e dettagli pratici sull’itinerario.
Ci sono esperienze di viaggio che rimangono impresse non per la loro spettacolarità, ma per quella rara sensazione di essere nel posto giusto, al ritmo giusto. La ciclovia Riviera dei Fiori appartiene a questa categoria: non è un percorso che ti sfida, è uno che ti accoglie, che ti invita a rallentare e a guardare davvero quello che ti circonda. Una ferrovia fantasma che ha trovato una seconda vita più bella della prima, e che oggi offre a chiunque voglia pedalare lungo il Mediterraneo uno dei paesaggi più integri e commoventi della costa italiana.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








